Il ricordo è la via di cui l’uomo dispone per rendere viva la memoria del singolo, restituendo al collettivo una significativa esperienza personale. Letojanni, nelle vesti della Prof.ssa Fulvia Toscano, ideatrice e organizzatrice del festival “Naxoslegge” e dell’Assessore alla cultura Teresa Rammi, ha voluto commemorare nel centenario della sua nascita la illustre siciliana Bianca Garufi e la poliedricità del femminile, attraverso le parole sentite del Dr. Riccardo Mondo e della Prof.ssa Marinella Fiume, e di chi come loro hanno avuto la fortuna e il dono di incontrarla nel proprio cammino personale e professionale. La Prof Marinella Fiume ce la descrive così nel loro primo incontro a Roma: “La conobbi non più giovanissima. Gli anni non riuscivano a scalfire il suo fascino sottile, il suo portamento elegante; era alta, affusolata, lieve nei movimenti come una ragazzina e come una ragazzina amava parlare più del futuro che del passato.”

Bellezza ed eleganza che ritroviamo anche nelle parole del dott Riccardo Mondo, analista amico e allievo di Bianca Garufi: “ Sicilianissima, sembrava trasparire nei tratti a volte un’antica egiziana, altre una moderna orientale. I suoi Soggiorni all’estero, in America e in Estremo Oriente, le avevano impresso sul volto una patina di internazionalità al punto da avere una affascinante e misteriosa sfumatura esotica.” Una analista, una scrittrice, un “mentore archetipico”, capace di vedere le segrete verità sepolte nelle radici. La sua vita è una grande visione, un connubio perfetto tra opposti, tra oriente ed occidente, tra estroversione ed introversione, tra poesia e cura. Una sintesi unica che si rifletteva anche nei suoi ambienti, nello studio e nella sua abitazione. “Mi ricevette nella sua casa romana, un attico di un palazzo antico a Trastevere con una terrazza assolata piena di vasi di fichidindia, aranci, limoni e melograni, mentre un po’ al riparo stavano i numerosi bonsai.” Ricorda la Fiume.

“All’interno , aggiunge Mondo, mi incuriosi un arredo di tipo felliniano, che sapeva di oriente e traboccava di apertura intellettuale e culturale.”
Le tante narrazioni su di lei hanno permesso di tratteggiare la sua personalità, mettendo in risalto l’eleganza e la “nobiltà” di una mente raffinata, un elogio alla cultura, alla bellezza dell’arte e alla possibilità di vedere in trasparenza, stupirsi della luna, delle sue luci ed ombre, come cassa di risonanza nell’incontro nella stanza d’analisi e nei suoi romanzi della sofferenza altrui.

Bianca Garufi è spesso ricordata per affinità d’interessi ed affettive con lo scrittore e poeta Cesare Pavese con cui scrisse a quattro mani il romanzo “Fuoco Grande”, ma è soprattutto colei che con forza e determinazione, e con grande lucidità analitica, ha supportato le pratiche che scavano nel profondo. Il suo femminile rese vitale la figura di James Hillman, fecondo ed illustre prosecutore dell’opera di Jung di cui fu la prima a tradurne i testi e ad introdurlo in Italia. Madrina della diffusione della Psicologia Archetipica in Italia e assidua collaboratrice di James Hillman portò nella stanza d’analisi la sua passione per la mitologia e le immagini del mondo onirico, facendone strumenti indispensabili della sua pratica clinica. La comune passione per la Psicologia Archetipica di Hillman trasformò in amicizia il nostro sodalizio, continua Mondo, che ricorda con affetto il dialogare sui sogni tipici dei siciliani e la riflessione sull’inconscio regionale, la lingua intima della madre terra. Nella pratica clinica aveva un atteggiamento oracolare nell’accompagnare il paziente nello stare con le immagini. Diceva spesso “Piano, piano”, come ricorda Luigi Turinese nel suo intervento su Enkelados dedicato a Bianca Garufi. Aveva cura del restituire al paziente la sua verità, cioè quella dote naturale che è la capacità di interpretazione innata del tornare a sè per leggere il mondo. La sua compagna di Viaggio fu La Luna. Amava le sue linee sinuose e oblique. La ricorda commosso l’amico Riccardo Mondo, in una ultima telefonata in cui nel parlare della morte lei mi disse che la cosa che le sarebbe più mancata sarebbe stata La Luna, guardarla dalla finestra e salutarla come faceva ogni sera. “Un femminile ispiratore, come scriveva Luciano Perez, che ‘alchemicamente’ trasformava i dubbi in entusiasmo, la vita intellettuale in coraggio e che riaccendeva e faceva divampare interessi vitali sopiti”. “Non facemmo in tempo a fare il viaggio in Sicilia sulla scorta del libro dell’archeologo Emanuele Ciaceri, Culti e miti nella storia dell’antica Sicilia, che ci eravamo ripromesse di fare insieme, racconta Marinella Fiume, ma quel viaggio lo feci molte volte e lo faccio ancora e accanto a me c’è Bianca.” Tutto questo è accaduto in un caldo sabato pomeriggio il 22 settembre 2018 a Letojanni, dove i presenti alla manifestazione hanno toccato con mano il carattere fortemente spirituale ed iniziatico di questa donna straordinaria.

Dott.ssa Maria Concetta Pappalardo, Dott.ssa Claudia Esposito